Per anni il basket a Napoli ha vissuto di piccoli obiettivi. Una salvezza da conquistare all’ultima giornata, un campionato giocato a metà classifica, una stagione da archiviare senza troppi rimpianti. La Coppa Italia del 2024 un lampo di gioia incontenibile. Chi lo ha seguito lo sa, e sa anche quanto costi, in termini di passione, tenere accesa la fiamma. Oggi, a guardare l’Alcott Arena, quella fiamma è diventata un fuoco.

Il merito parte da un progetto che ha avuto il coraggio di dichiararsi ambizioso. Il presidente Matt Rizzetta, con la sua Underdog Global Partners, ha costruito un club che dice apertamente di voler arrivare lontano, e intanto ha riportato Napoli in Europa dopo vent’anni, in EuroCup. Alla guida c’è Jasmin Repesa, un allenatore che il sacrificio lo chiede ogni giorno, e lo ottiene.

Lo si è visto contro Reggio Emilia, finita 99-93, una partita folle, interminabile, spezzata da sessantuno falli e settantaquattro tiri liberi. Il Napoli ha cominciato male, è arrivato a inseguire di tredici punti, ha giocato senza Ramsey e Totè, con White tenuto a riposo, la terza gara in pochi giorni nelle gambe. Poteva crollare, e invece ha cambiato assetto, ha trovato protagonisti diversi, ha ribaltato tutto. Dowtin, Brown, Jakimovski, Caruso, Spissu: ogni sera, qualcuno che si prende la squadra sulle spalle. È una squadra vera, profonda, che non dipende da un singolo e che, anche quando non gioca il suo basket migliore, trova il modo di restare in piedi.

E poi c’è il palazzetto, che di questo gruppo è ormai un fattore. Una bolgia, per chi c’era, un rumore continuo che spinge anche quando le gambe non girano più. È il popolo del basket napoletano, quello che ha masticato anni di delusioni e che si riconosce in una squadra che non molla, che soffre e vince, che mette il sacrificio davanti al talento. Gente che alla fine sa riconoscere chi suda per la maglia, e lo fa sentire.

Siamo appena all’inizio, e la strada è lunga. Ma l’impressione, uscendo dall’Alcott Arena, è che qui si stia costruendo qualcosa di serio. Dopo tanto galleggiare, il basket a Napoli ha ricominciato a sognare, e per una volta sembra farlo con basi solide.