Un pugno nello stomaco. Anna la miniserie Tv in 6 puntate prodotta da SkyAtlantic e basata sul romanzo di Nicolò Ammaniti tocca alcuni nervi scoperti in chi guarda facendolo cadere in piena angoscia. Il covid ha scombussolato le nostre vite ed anche se non c’entra né con il romanzo che con la serie tv ci viene subito in mente perché il presupposto di base della nuova produzione Sky Original è l’arrivo di un potentissimo virus che causa la malattia Rossa provocando la morte sicura di tutti gli adulti. I bambini e i ragazzini sopravvivono fino però all’arrivo della pubertà. Il genere apocalittico e survival è una novità nel panorama delle serie prodotte in Italia e quindi suscita ancora più curiosità. Inoltre le ansie che provoca la visione delle puntate è amplificata involontariamente dal nostro stato d’animo attuale. Ma è un’assonanza involontaria e casuale, perché Anna è stato scritto nel 2015 e le riprese sono iniziate durante l’autunno del 2019.

Il mondo apocalittico che vivono i protagonisti è allucinante, vedere tanti bambini che lottano tra di loro per la sopravvivenza, che rubano il cibo e che si uccidono tra di loro alimenta un senso di frustrazione molto forte. Tutto è innaturale, i bambini che diventano cattivi tra di loro proprio come gli adulti. Il sentimento non c’è, la consapevolezza della morte è anche molto forte in loro e questo fa riflettere con nostalgia. Che mondo stiamo lasciando ai nostri figli? Il domani sarà migliore dell’oggi? Ne siamo davvero sicuri? Tante domande che frullano nella testa durante la visione di questa serie che lasciano comunque attoniti. Guardare Anna fa venire troppi brutti pensieri. Ammanniti come al solito ha anche il gusto del pulp che amplifica ancora di più le situazioni narrate.

Il soggetto e la sceneggiatura della serie sono scritti insieme a Francesca Manieri – i due avevano collaborato già con Il Miracolo – ed il cast selezionato ovviamente è giovanissimo, formato per la maggior parte da esordienti che comunque sono stati bravissimi nel muoversi all’interno di un mondo così crudo e postmoderno. Da vedere ma solo se si hanno spalle larghe ed una certa predilezione per questo genere.