Carosello Carosone, Edoardo Scarpetta fa rivivere il mito di Renato e degli anni ’50

Ritirarsi nel momento più alto della carriera. Il sogno di tanti artisti che però per vanità spesso viene disatteso. La carriera ed i successi di Renato Carosone, le canzoni che hanno segnato la storia della musica mondiale tutti concentrati in 140 minuti. Carosone era un genio della musica, partì dal basso ed arrivò fino a New York. Campione di vendite negli Usa decise improvvisamente di ritirarsi nel 1959. Il film arriva fino a qui. Il ritiro inaspettato in diretta sulla Rai che provocò tanto scalpore. Non tutti riescono a lasciare all’apice ed in effetti non ce l’ha fatta neanche Renato Carosone che puoi tornò, brillantemente, sulle scene a metà degli anni ’70. Però il film per la tv prodotto da RaiFiction e realizzato in collaborazione con Groenlandia di Sydney Sibilia è di grande livello. Un biopic che sfocia quasi nell’agiografia ma che comunque funziona. Renato Carosone è interpretato da uno straordinario Edoardo Scarpetta. Solo il cognome che porta e la dinastia alla quale appartiene creano inconsapevolmente dei paragoni eccellenti; invece questo giovane attore – ammirato già ne L’Amica Geniale – ha dimostrato una grande maturità nel recitare il suolo da protagonista.

L’amore e l’amicizia sono i sentimenti che prevalgono in questo film per la tv. La regia di Lucio Pellegrini, con supervisione di Stefano Bollani agli arrangiamenti musicali regala una grande credibilità musicale al film.

La vita di Renato Carosone è trattata con leggerezza ma dando risalto anche alla sua straordinaria umanità ed ai legami forti che hanno caratterizzato la sua vita. Poi c’è la sua carriera: dagli esordi africani di Asmara dove di notte suonava nel night-club del teatro Odeon fino alla Carnegie Hall di New York. E poi c’è la musica che tiene unito questo biopic: Torero, l’amore per la sua compagna in MaruzzellaPigliate ‘na pastigliaCaravan PetrolO’ sarracino. Carosone è un musicista geniale che mescola e arrangia le influenze africane lo swing americano e il calore napoletano. Insomma portare su RaiUno la sua vita è stato un bell’azzardo che però ha premiato, ed è bello che questo rischio lo abbia preso anche una casa di produzione giovane come Groenlandia.  

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