Aquila vince la finale di Masterchef più bella di sempre

Finale pazzesca di Masterchef. Tre finalisti che si sono dati battaglia ed hanno dimostrato che Masterchef è più di un programma tv e più di una gara. Irene, Aquila ed Antonio sono stati bravissimi, si sono messi a nudo davanti alle telecamere e nei loro piatti c’era tutta la loro storia. Masterchef è scritto bene, gli autori hanno attributi enormi ed hanno messo su è un programma dove la cucina c’entra ben poco. I legami, i sentimenti, l’ambizione e la vittoria sono gli ingredienti principali. L’ansia del confronto, il tempo che fugge ed il mettersi alla prova rappresentano le spezie che insaporiscono il piatto. E poi c’è la competizione. Prove sempre difficili. Prove che sembrano insuperabili. Ma poi le affronti e ce la fai. Masterchef è la vita. La vita che ti presenta delle situazioni che apparentemente non sai risolvere e che poi invece si trasformano in sfide. L’errore, il tempo che ti mangia dentro ed il giudizio dei giudici. Non hai scuse, non c’entra la tua storia o quello che hai fatto in passato. Conta solo il piatto ed un giudizio soggettivo ed insindacabile di tre giudici che dissimulano distacco. Le ingiustizie, le preferenze e lo storytelling sono sempre sottesi e raccontano ogni eliminazione. Essere personaggio aiuta, ma aiuta di più se sai cucinare e sai maneggiare ingredienti sconosciuti.

Irene ha portato la sua storia davanti alle telecamere. Aquila la sua sicurezza e la sua sfrontatezza, sosia perfetto di Johnny Depp ma sempre con il sorriso. Antonio ha sopportato il peso di essere il favorito sin dalla sua prima inquadratura. Il precisino, il primo della classe quello che odiano tutti. In finale si sono visti tre menu di altissimo livello, piatti stellati cucinati da chi nella vita fa altro ma che è scontento della propria attività e si sente felice solo quando è davanti ai fornelli. Cannavacciuolo è un gigante, Barbieri troppo sofisticato e chic, Locatelli l’internazionale ed il più emotivamente coinvolto. Al centro del programma c’è la fragilità. L’empatia con i concorrenti, il vivere con debolezza ogni eliminazione. Masterchef è il programma migliore della nostra tv. Dove non conta la vittoria ma il percorso che ti ha portato fino all’ultima puntata. Complimenti ad Aquila che è stato il vincitore, ma che per sbaragliare Irene – la mia favorita -ed Antonio si è dovuto davvero superare.

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