Perché Sanremo è Sanremo? Il covid ha ucciso il Festival

Questa edizione del Festival di Sanremo fatica a decollare. Amadeus e Fiorello stanno provando in tutti i modi a rianimare questa kermesse ma senza riuscirci. Il loro lavoro è straordinario ma si trovano di fronte difficoltà oggettive. Un Festival di Sanremo in piena pandemia non è il massimo. La paura della terza ondata ed i bollettini che arrivano tutti i giorni dall’Unità di crisi non aiutano. Il pubblico è distratto e non si crea l’effetto traino. Sanremo ogni anno rappresentava lo specchio dei tempi, il nostro modo effimero di rapportarci alla vita. Il suo fascino era nel gossip, nel giudicare i vestiti dei concorrenti, le scalinate, i testi delle canzoni, le interviste ai protagonisti, le polemiche create ad arte e le gaffes dei presentatori. Ma che senso ha essere così frivoli nei giorni dove si promettono lacrime, sangue e zone rosse

Sono solo canzonette. Ma sono davvero solo canzonette? Sanremo per la prima volta non riesce a catalizzare l’attenzione nazionale. Anche perché è smontato tutto il castello di eventi che era costruito addosso al Festival. Le radio e le tv non possono mandare inviati, creare casi glamour, tenere i fari puntati sull’Ariston 24 ore su 24. Non c’è l’attesa ed oggi la kermesse vale un XFactor qualsiasi. Un bene? Un male? Sicuramente uno strappo alla nostra tradizione ed alla nostra voglia di normalità. Il covid ha ucciso il Festival privandolo del suo aspetto leggero. La mancanza di pubblico, i tamponi, le distanze il ricordarsi delle norme sanitarie ogni volta che c’è una presentazione o una gag non aiuta. Aspetti che riportano immediatamente alla mente la tragedia della pandemia e tutto viene ridimensionato. Speriamo solo che l’anno prossimo potremmo tornare al vecchio stile di Sanremo regno dell’effimero e delle canzonette, quelle belle, quelle che rimangono nella testa e che vengono canticchiate al primo ascolto. Adesso godiamoci questo surrogato e non crocifiggiamo Amadeus e Fiorello che stanno nuotando in mare aperto durante una tempesta e non indossano neanche il salvagente.

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