Mi Chiamo Francesco Totti. Docufilm assolutamente da vedere. L’anima fragile di un campione assoluto che va oltre le rivalità di campanile

Chi ama il calcio deve assolutamente vedere Mi Chiamo Francesco Totti. Un lungometraggio di Alex Infascelli che sta passando in questi giorni su Sky che si può trovare anche nella sessione OnDemand. La sceneggiatura è tratta dal libro di Paolo Condò Un Capitano e racchiude in un’ora e mezza di film tutta la vita del Pupone, dai primi calci ad un pallone nella Lodigiani fino all’addio al calcio in quel surreale pomeriggio del 29 maggio 2017. Venticinque anni di carriera racchiusi in un toccante film che sa sollecitare le corde del cuore e che va oltre la passione calcistica.

Totti si mette a nudo, prima di tutto come uomo romanticamente legato ad una maglia e ad una città. Il suo rifiuto al Real il rapporto con il suo clan e la famiglia. Totti, scorbutico e taciturno. Ma c’è anche la sua carriera in questa straordinaria vetrina, però mostrando il suo volto più umano. Ci sono tante immagini, sin dai tempi in cui giocava nei pulcini della Lodigiani girate in vhs dalla famiglia che ci riportano ai tempi che furono. C’è l’universo-Totti da scoprire. Un gustoso dietro le quinte. Gli anni 90, il suo rapporto con il Principe Giannini e Cassano, con Mazzone, Zeman, le affinità elettive con Lippi ed il primo Spalletti. Il rapporto burrascoso nella sua seconda esperienza di Lucianone a Roma che quando torna si trasforma nel malvagio dei film, che lo tratta freddamente e mette in discussione il suo peso specifico all’interno dello spogliatoio.

L’emozione raccontata in prima persona, la sua voce narrante titubante che in ordine cronologico ci parla dei suoi successi ma anche delle sue sconfitte e delle cadute. Totti con le sue debolezze, le sue paure. Il dark side di un campione che è innanzitutto umano ed umanizzato. Scopriamo le lacrime, l’amore per Ilary che è da sempre la sua musa. Il giorno più lungo quello del suo addio ma senza le immagini struggenti della lettera letta all’Olimpico in quello strano ed irreale pomeriggio di fine maggio. Un docufilm che colpisce per la spontaneità e per la leggerezza con la quale è stato realizzato.

Però in questo film ci sono anche le giocate più famose di Totti, i suoi gol ed i suoi skills come si dice oggi. E ti accorgi innanzitutto che il tempo vola e poi anche di com’era forte il pupone. Giocate pazzesche di un livello altissimo. Un racconto molto delicato che si lascia guardare, narrato in punta di piedi con estrema timidezza. Totti non si autocelebra, ma si racconta. Non vuole passare da eroe, ma da ragazzo timido ed introverso con le sue debolezze ed i suoi privilegi. Assolutamente da vedere, abbandonando le bandiere ed i preconcetti.

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