Mascherina come promemoria dell’emergenza covid. Meglio quelle eco, ricamate e riutilizzabili

La manifestazione dei negazionisti e la folta presenza in piazza a Roma apre a delle riflessioni. Qualcuno ha perso il senso della realtà. Di epidemia ne capisco ben poco e mi affido al parere degli esperti. La mascherina la metto e la indosso perché è obbligatoria, perché mi fido di chi mi dice che potrebbe arginare il contagio e perché penso che averla sulla bocca e sul naso mi possa ricordare “fisicamente” del pericolo covid. Una sorta di promemoria. La mascherina a marzo era diventata la nostra panacea ed un baluardo al controllo dell’epidemia. Il covid19 era appena entrato nei nostri pensieri ed il terrore che provocava era tangibile. Non si trovavano e tutti la invocavamo. Giorni bui.

La Conferenza Stampa delle 18 la ricordiamo tutti come appuntamento culmine di una giornata di terrore. Borrelli, Brusaferro, Locatelli e compagnia bella erano ormai diventati di casa. Quasi mi mancano, ma non certo il lockdown. Purtroppo a distanza di tanto tempo l’emergenza non è terminata. Non sono un virologo né un laureato all’università della strada come ne sento in tanti anche se avverto che la nostra percezione del covid è cambiata. Ci siamo liberati dal terrore, ma il pensiero c’è ancora ed i dati giornalieri sicuramente non tranquillizzano. Però la paura che ci bloccava e ci faceva disinfettare qualunque cosa ci passasse sotto mano adesso non c’è più. E proprio per questo credo che mettere la mascherina possa creare quel legame con il passato più cupo. Mettiamola, facciamoci mancare il respiro, pensiamo che soffriamo ma che è necessario farlo per fermare questo virus e non farlo entrare nella casa dei nostri cari. Ci sono molti asintomatici che probabilmente non sono malati, ma che comunque possono trasmetterlo. Anche se il pericolo non è più come prima non dobbiamo dimenticarci che c’è.

Quindi per non dimenticarcene credo sia giusto indossare sempre le mascherine, anche se ci può sembrare inutile. Facciamoci piacere la mascherina e facciamola diventare elemento imprescindibile del nostro outfit. Per me deve avere solo una caratteristica. L’elastico comodo. Non deve premere dietro alle orecchie e così diventa anche poco fastidiosa. Poi vanno bene tutte, anche se sinceramente ho le mie preferenze. Mi piace tanto vedere in giro quelle artigianali, ecologiche, quelle cucite, quelle personalizzate. Le chirurgiche mi mettono più tristezza. Le FFP2 mi fanno pensare a scenari apocalittici. Meglio quelle lavabili, con le fantasie, non per moda, ma per colorare la nostra vita in una situazione così triste.

Mi piace poi anche incrociare gli occhi delle persone che indossano la mascherina. Gli occhi dicono tutto. Immaginare quel volto coperto e rispettoso quanto me degli altri com’è dietro la mascherina. Viviamo giorni difficili, coloriamoli e rispettiamo gli altri, i nostri cari ed i più deboli. Ci dicono che sono in pochi ad andare in ospedale, ma perché dobbiamo trasformarci in causa di tale tragedia? Sarebbe troppo pesante da sopportare, quindi indossiamola, non rompiamo il cazzo e rispettiamo gli altri. Cerchiamo di essere parte della soluzione, non del problema fottendocene degli altri.

Stiamo attenti e non colpevolizziamo chi lo ha la malattia. I positivi non sono untori. I nostri comportamenti responsabili non ci rendono immuni, ma ci aiutano. Io ci provo.

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