#Andratuttobene Nuovi mestieri in tempo di quarantena: il barbiere

 

La quarantena ed il DCPM che chiude molte attività commerciali ci ha reso più ingegnosi e così senza avere nessuna competenza tecnica ci siamo cimentati in attività del tutto nuove per noi. L’Italia è un popolo di santi, poeti e navigatori ed ora anche di mestieranti.

La nostra proverbiale protervia ci fa pensare che possiamo fare tutto e bene senza porci limiti e senza senso di realtà. Oppure è lo spirito di adattamento che sopraggiunge e quindi si fa di necessità virtù. E così da marzo siamo diventati tutti barbieri o parrucchieri. Haircut self-made. I più fortunati si affidano ad un convivente o ad un figlio. I più sfortunati o temerari fanno tutto da soli. Ed i risultati si vedono. Inutile fingere o dissimulare. I tagli visti durante questa quarantena non passeranno alla storia. Anzi.

Ad inizio di questa forzata reclusione su Netflix è uscito il film Ultras. Non una pellicola che passerà alla storia del cinema, ma sicuramente ha ispirato i primi temerari. Il taglio come il Moicano è diventato di moda e purtroppo non è ancora sparito. In effetti è il taglio più facile se si possiede una macchinetta tagliacapelli o regolabarba.  Si passa nei lati e non si bada troppo al dietro. Taglio impensabile da fare a mano libera con forbice. Almeno da soli. Chi si cimenta in operazione da barber shop poi si mostra con orgoglio postando selfie imbarazzanti.

Stesso discorso anche con la barba. La quarantena ci ha fatto impazzire. Si osa di più. Chi non aveva la barba se l’è fatta crescere e chi ce l’aveva sempre curata magari si è sbizzarrito provando alcune varianti. Tipo i baffi. Vedo molti mustache durante questa emergenza sanitaria.

In questa battaglia contro il capello selvaggio ho notato che gli uomini sono molto più temerari e sperimentatori rispetto alle donne. Non mi sono ancora imbattuto in tagli auto-prodotti e postati sui social da ragazze. Molte tinte questo sì, anche stravolgendo completamente il colore. Il rosso fuoco va fortissimo. Una sorta di ribellione a questo coronavirus partendo dalla criniera.

Chissà se alla ripresa delle attività – quando tutto questo finalmente sarà finito – ci sarà qualcuno che cambierà lavoro sentendosi davvero novello barbiere di Siviglia aprendosi una barberia o un salone di bellezza, o se qualcun altro più avveduto avrà almeno l’umiltà di partire dal grado più basso di giovane di barbiere.

 

 

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