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Portare l’alta finanza in tv è impresa ardua, poi in una serie ancora più difficile. Diavoli è il nuovo prodotto di SkyAtlantic con Patrik Dempsey ed Alessandro Borghi che si muovono nei meandri delle speculazioni finanziare di banche d’affari che determinano le sorti della politica e dell’umanità. Transazioni spericolate che hanno conseguenze. Tutto è molto freddo. In ogni puntata c’è un fatto di cronaca realmente accaduto che viene poi analizzato attraverso le storie dei protagonisti. Niente di quello che appare sembra vero. La costruzione delle notizie è artefatta ed anche quello che viene raccontato attraverso i tg appare falso o quanto meno costruito. Dall’accusa per stupro di Strauss-Kahn, o il capovolgimento del regime libico con l’esecuzione di Gheddafi o il fallimento poi sventato dell’Irlanda che nazionalizza le sue banche per salvarle dalla bancarotta. La serie tecnicamente è fatta bene ed anche il cast è di primissimo livello.

Ma quello che manca è il phatos. I personaggi sono freddi e non provocano empatia. Non ci si affeziona a nessuno. Poi nel mondo dell’alta finanza non puoi neanche distinguere i buoni dai cattivi. Insomma Diavoli delude soprattutto perché il battage pubblicitario era stato di grande livello. Un nuovo prodotto Sky annunciato e lanciato in pompa magna.

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La trama è tratta dal libro di Guido Maria Breda, alter ego di Massimo Ruggiero,  Il nucleo dei protagonisti lavora alla NYL, grande banca d’investimento londinese, e al centro della storia in particolare ci sono Dominic Morgan (Patrick Dempsey) e Massimo Ruggero (Alessandro Borghi): il primo è il boss della banca, il secondo il suo delfino che vivono in un periodo di forti contrasti anche a causa della morte del terzo incomodo Edward Swuart. Defilata Kasia Smutniak che recita il ruolo della moglie tormentata di Dominic. Produzione di peso Sky Original con Lux Vide, Diavoli è una serie che punta ad avere un respiro internazionale ma difficilmente potrà avere il successo a cui ambisce. In tutto ciò, spicca Alessandro Borghi, che convince in modo pieno anche in lingua inglese, e sembra aver raggiunto la piena maturità artistica.

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