5 consigli pratici per non rompere il ca**o con i WhatsApp Audio

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Odio i messaggi vocali su WhatsApp e questo si sa. L’audio spesso è inopportuno e deleterio. Ad esempio se sei a lavoro e ti arrivano le note audio che non potrai mai ascoltare, inoltre il vocale toglie ritmo alla conversazione ed è invasivo, pretende attenzione, concentrazione che spesso non puoi dare. Al vocale devi rispondere subito altrimenti dimentichi il contenuto e non riesci più a dare risposte esaustive. Spesso diventa una vera e propria malattia. Una sorta di dipendenza. Si vedono tante persone in giro che camminano con questo telefonino poggiato alle labbra in modo perpendicolare e che parlano per ore con lo sguardo fisso nel vuoto. Il messaggio vocale nuoce gravemente alla salute, ma di di chi lo ascolta e non di chi lo realizza.

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Ed anche se nessuno me l’ha chiesto voglio dare qualche consiglio pratico ed in modo spassionato a chi fa largo uso dei WhatsApp Audio nel tentativo di migliorare la loro qualità della vita, ma anche la nostra. Cinque dritte assolutamente da seguire:

  1. Il vocale non deve mai essere più lungo di 20 secondi. Venti secondi, non uno in più. Zuckerberg dovrebbe mettere un limitatore sulla sua App, come le auto che non possono andare più veloci di un limite prestabilito. Più di 20 secondi diventa reato. Reato di stalking!
  2. Prima di premere il tasto registra audio assicurarsi di aver presente cosa si vuole comunicare. Non lanciatevi in messaggi audio se non sapete cosa cazzo volete dire. Pause interminabili, ehmmmm lunghissimi, discorsi senza né capo né coda che  si perdono nei meandri di frasi non-sense che all’ascolto fanno cadere le braccia sono all’ordine del giorno.
  3. Il vocale lungo uccide la conversazione. Se mandate ad esempio una nota di due minuti – e mi tengo basso proprio perché sono un inguaribile ottimista – ci metterete due minuti per realizzarla e chi l’ascolta, ammesso che possa farlo subito, ci metterà altri due minuti per averne conto e mentre pensa ad una risposta, mentre la scrive o realizza un altro audio farà passare altro tempo prezioso e tutto andrà a finire in un vizioso vortice dove non si capirà più qual era il filo iniziale del discorso.
  4. Siate molto equilibrati nell’esprimere giudizi nei vostri vocali. Ad esempio se dovete dire che l’avvocato è nu strunz non lo dite in modo diretto. Usate sempre dei giri di parole in cui fate capire che è nu strunz ma che è anche un gran professionista. Girare un audio all’avvocato in questione o ad un suo conoscete è un attimo e voi poi sarete fottuti. Potrete provare a dimostrare in tutti i modi che non volevate esprimere un giudizio così tranciante ma alla fine Audio canta e l’avvocato in questione sarà sempre nu strunz.
  5. Sentire sempre il messaggio audio avvicinando il cellulare all’orecchio. Non dovete mai, e ribadisco MAI, avere la malsana idea di ascoltare il WhatsApp vocale in vivavoce perché potete solo essere protagonisti di situazioni imbarazzanti. Non conoscendo il contenuto di chi vi manda il messaggio potrete essere soggetti a qualsiasi tipo di sorpresa. La figura di merda è sempre dietro l’angolo quindi nell’ascolto siate sempre prudenti. Mi raccomando…

Insomma il vocale è un’arma pericolosa. Usatela con parsimonia. E soprattutto non tediateci con infinite disquisizioni che rompono solo l’anima. Siate diretti e veloci nel parlare. Usate un tono Up in modo da non farci venire sonno mentre li ascoltiamo. Non voglio soldi per questi consigli gratis ma tutte opere di bene!

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