Napoli ti amo, ma ti odio anche…

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Napoli è la città delle contraddizioni. Parafrasando il mio amico Franco Di Stasio: Napoli è una città di mare il cui simbolo è una montagna (il Vesuvio). E già questa è una grande contraddizione. Mi spingo anche oltre: il simbolo di Napoli è un vulcano che si trova a 40 chilometri di distanza dal centro, ed il panorama di Napoli senza il Vesuvio non è poi un granchè. Se fotografi la città da una posizione dove si vede anche il Vesuvio fai uno scatto magico, se sali sul Vesuvio e fotografi Napoli ti accorgerai che quell’agglomerato di palazzi, colline e mare alla fine non è poi così speciale. Sarà stato forse il potere magico della fattucchiera Amelia del Vesuvio tratteggiata da Disney che rende Napoli ed il Vesuvio un binomio indissolubile.

Napoli è tutto ed il contrario di tutto. Napoli è diversa, è diversa da tutto il resto. Le contraddizioni sono insite nel nostro animo. Mi piace sempre dire che Napoli è paradiso ed inferno contemporaneamente. Contemporaneamente. Paradiso ed Inferno. Forse risiede proprio in questo il suo fascino. Napoli è la città di Gomorra e di Un Posto al Sole. A Napoli è tutto bello, ma anche tutto brutto. Napoli è ‘na carta sporca, ma guai a chi ce la tocca. Siamo permalosi, ci piace lamentarci, ma non sempre. Ci piace anche accettare le situazioni, rassegnarci, arrenderci senza combattere. Ma sappiamo anche rialzarci dopo una caduta. Qualità tante, difetti tanti. Questo rende Napoli unica, ammaliante, affascinante, ma anche perversa, disordinata e folle. Chi viene a Napoli piange due volte, vedi Napoli e poi muori, Napoli è la città più bella del mondo. Siamo un repertorio di frasi fatte. Napoli è un cliché. Parlare male di Napoli rende. Se tocchi Napoli ti fai male, è una fiera ferita che sembra che stia morendo, ma se punzecchiata si rialza e piazza la zampata. Molti vorrebbero ucciderla, ma da queste parti abbiamo la pelle dura. A Napoli è tutto più difficile, ma tutto più bello. I tg nazionali cavalcano le bad news che la riguardano, dicono Napoli anche quando il malfatto avviene a tanti chilometri di distanza. Napoli reagisce, segue, si difende. Ma solo se la tocchi, e se soprattutto a toccarla non è un napoletano. Molti dicono sia un provincialismo, forse è solo dna. Sparlare di Napoli fa muovere le acque, fa agitare, crea confusione e fango, ma dopo un po’ tutto torna come prima. Non si migliora e non si peggiora; è così e sarà sempre così… Ma Napoli è come il suo Vesuvio. Sembra che dorme, ma è attiva. Sotto c’è il magma che è vivo e ribolle. Siamo pronti ad esplodere ed a cambiare definitivamente le cose. Ma adesso no, forse più tardi e solo se ci viene voglia. Non ti trovi bene qui? Allora vattene, fai come hanno fatto in tanti, abbandona la nostra terra per cercare fortuna lontano. Non ti trovi bene qui?Arò vaj! Resta qui e cambia le cose…
Napoli sei piena di contraddizioni e per questo ti amo, anzi ti odio…

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