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Il mio è un paradosso. Ovvio. Mica chi legge è così stupido da bersi la benzina. Non ci voglio credere. Oddio se dovessi sapere che qualcuno lo ha fatto allora vuol dire che dovrò ricredermi sui miei lettori che stimo persone mediamente intelligenti.

La cosa che mi fa incazzare in questo mio contorto ragionamento è che ormai ci siamo abituati a cose che non hanno nulla di normale. Lo so che l’euro è ormai la nostra consolidata moneta e che non si può tornare indietro. So che non bisogna ragionare in lire perché questo lo fanno i vecchi (ammesso che io non  lo sia). Ma andare a fare la spesa dovrebbe provocare in noi un moto di ribellione quando vediamo cose che non stanno né in cielo né in terra. La nostra benzina è la più cara d’Europa o giù di lì e costa diciamo (arrotondamento per eccesso) 1 euro e quaranta circa. Mezzo litro di latte costa 90 centesimi e mezzo litro di acqua in un bar 1 euro. Ma vi sembra una cosa normale? Duemila lire per mezzo litro d’acqua. Mah! Ormai stiamo accettando tutto con rassegnazione. I prezzi sono alti e non ci lamentiamo nemmeno più di tanto. Ma in un Paese dove l’acqua costa più della benzina sicuramente c’è qualcosa che non va. E non mi fate il ragionamento che l’acqua che pago un euro è quella che compro al bar e non al supermercato. Perché se lo fate siete complici anche voi di questa situazione. State accettando che mezzo litro d’acqua solo perchè sta in un frigorifero, che comunque sarebbe acceso, costa 2mila lire.

 

Poi se vogliamo aprire una discussione sul prezzo della benzina possiamo anche farlo. Anzi lo farò subito. Perchè quando aumenta il costo al barile aumenta subito anche il prezzo al dettaglio mentre se diminuisce ci dicono che quella che paghiamo al distributore è quella acquistato a prezzo più alto? I misteri della vita e della globalizzazione. Il prezzo netto del combustibile è composto dal costo internazionale del prodotto, dal guadagno dei petrolieri e dal guadagno dei gestori della pompa. Inoltre nel breve periodo il suo costo varia in base a quello che è il “costo-opportunità”, del consumatore, per questo il prezzo sale quando la domanda cala e scende quando la domanda aumenta. Altri costi vivi in Italia sono: l’IVA è pari al 22% e si applica sia alla componente industriale che all’accisa. L’Accisa è un imposta sui consumi,proporzionale alla quantità. Nel caso della della benzina, le accise pesano per oltre un terzo del prezzo. Il problema principale è che il 70% di queste accise, sono datate ed appartengono a problematiche ormai risolte.
Ad oggi noi paghiamo le seguenti accise:
-0,001 per la guerra di Abissinia ’35,
-0,007 crisi del Suez ’56,
-0,005 disastro di Vajont ’63,
-0,005 alluvione Firenze ’66,
-0,005 terremoto Belice ’68,
-0,051 terremoto Friuli ’76,
-0,039 terremoto Irpinia ’80,
-0,106 missione in Libano ’83,
-0,011 missione in Bosnia ’96,
-0,02o rinnovo contratto autoferrotranvieri ’04,
-da 0,0071 a 0,0055 finanziamento cultura ’11,
-0,040 fronte emergenza immigrazione dovuta alla crisi libica ’11,
-a queste si devono sommare le accise della “Manovra salva Italia” e le addizionali regionali che in Campania sono presenti.

Detto questo lascio a voi le facili conclusioni. Insomma paghiamo l’acqua più della benzina e se levassimo dal prezzo del carburante le accise la pagheremmo almeno la metà. Meditate gente, meditate…