Sei vittorie su sei in EuroCup, 90-79 contro Trento, primo posto nel girone, e in conferenza stampa un allenatore che non sorride. Ho riflettuto a lungo sulle parole di Repesa dopo la partita, e sul suo modo di stare lì, a parlare, con lo sguardo di chi vede qualcosa che a noi sfugge. Qualcosa che non va. Come fa a essere preoccupato, con questi risultati? Perché dice quelle cose?
Le ha dette con chiarezza. Non è soddisfatto dell’approccio, aveva chiesto di controllare la transizione di Trento e i rimbalzi offensivi, e non è stato fatto. Per lui è un’abitudine, e non gli piace. Si congratula con la squadra per la vittoria, ma non può essere contento, serve altro per continuare a fare bene.
Credo di aver capito il suo concetto. Questa squadra lavora, ed è bellissima quando gira. Ma c’è come un limbo. I risultati arrivano, la classifica sorride, e dentro le partite, a tratti molto brevi, la squadra si smarrisce. Si spegne la luce per un momento, poi si risveglia. Contro Trento l’abbiamo visto, due quarti equilibrati, un inizio di ripresa degli ospiti, e poi il 15-0 firmato da Ramsey, White e Seljaas che ha cambiato la partita. Ma quei momenti di buio restano, e non sono nuovi. Contro Milano si erano chiamati perdita di lucidità, a Venezia erano gli ultimi minuti con la partita già decisa. Sono segnali piccoli, che da tifoso quasi non si notano, e che solo un uomo di basket navigato, con tanti trofei vinti, riesce a leggere.
Ed è qui che mi piace Repesa. Perché non sta dicendo “non vi voglio bene”, sta lanciando un monito. Vuole che la squadra non si accontenti, che resti concentrata anche quando le cose vanno bene, soprattutto quando vanno bene. Lo sa bene che le stagioni lunghe si perdono nei momenti in cui si pensa di aver già fatto abbastanza. Il suo scontento è una forma di fiducia, quasi di rispetto, verso il livello che questa squadra può raggiungere.
Avere un allenatore così è una fortuna. Uno che dopo il sesto successo di fila chiede ancora di più, e lo chiede senza clamore, guardando i suoi negli occhi. È un grande allenatore, e lo dico senza esitazioni.
Domenica alle 18 c’è il derby con Scafati. Vedremo se il messaggio è arrivato.