Ci sono stanze che non servono a niente, e proprio per questo servono a tutto. Una stanza con i libri, per esempio. Non è quella dove si cucina, dove si lavora, dove si dorme. È un posto dove si va a fermarsi. Ogni libro, lì dentro, ha una storia che non sta scritta nelle pagine, il giorno in cui è arrivato, la persona che lo ha consigliato, l’estate in cui lo si è letto. Ogni copertina è un ricordo, e basta guardarla per tornare lì.

Eppure mi chiedo: chi legge oggi un libro? In un tempo in cui tutto è veloce, in cui una notizia dura un’ora e un video dura trenta secondi, come si fa a stare per ore dentro una storia? Non c’è più il tempo di fermarsi, diciamo, e lo diciamo guardando il telefono, che nel frattempo ci ruba proprio quel tempo, un pezzetto per volta.

Allora la domanda diventa un’altra, più scomoda. Leggere un libro è tempo perso? Se misuriamo il tempo con quello che produce, forse sì. Un libro non fa guadagnare, non risolve problemi immediati, non migliora un numero sotto un video. Ma se è così, allora anche non fare nulla è tempo perso, guardare dalla finestra, camminare senza meta, restare in silenzio con se stessi. E io non ne sono più così sicuro.

Penso che le cose più importanti della vita siano arrivate nei momenti in cui non stavo facendo niente di utile. Una frase letta e rimasta addosso, un pensiero arrivato mentre camminavo, una idea che non cercavo. Il tempo che non produce niente è il tempo in cui noi ci incontriamo, in cui le cose si depositano e prendono forma. Senza quei momenti si corre, ma non si capisce dove.

Chi scrive lo sa bene. Un romanzo nasce lentamente, dentro un tempo che sembra vuoto, e ogni lettore, per entrarci, deve concedersi lo stesso lusso, quello di rallentare. Leggere è un atto quasi di ribellione. Dire “adesso non ci sono per nessuno” a un mondo che pretende risposte subito.

No, secondo me non è tempo perso. È tempo di valore, forse l’unico che non possiamo comprare e non ci possono togliere. Oggi, se potete, spegnete il telefono, prendete un libro dalla stanza e restate un’ora senza scopo. Vedrete che il tempo, per una volta, non scappa. Vi aspetta.