C’è un momento, guardando The Gentlemen 2, in cui smetti di seguire la trama e cominci a seguire uno sguardo. Quello di Eddie, che a ogni episodio si fa un po’ più duro, un po’ più simile a tutti gli uomini che diceva di non voler diventare. Guy Ritchie torna con otto episodi e la stessa domanda della prima stagione, posta più forte: quanto sei disposto a perdere di te stesso, pur di vincere?
Non ve la racconto, questa stagione — niente trama, niente svolte. Ve la racconto per quello che mi ha lasciato addosso.
Eddie non è più il duca riluttante che si è ritrovato un impero criminale tra le mani per caso. Un anno dopo, l’ha voluto lui, e ha smesso di chiedersi se fosse giusto. Lo sceneggiatore Matthew Read l’ha detto in una frase che mi ha inchiodato: l’ambizione di Eddie è estrema, vuole di più. Non è una storia di criminalità, è una storia di appetito. E l’appetito senza fondo è la cosa più pericolosa che esista — lo so bene io, che di mestiere racconto vite da vent’anni buoni, e ho imparato che il “voglio di più” ha rovinato più persone di qualunque colpo di pistola.
Ma quello che mi ha preso davvero è la parentesi italiana. Ritchie sposta parte del racconto sul Lago Maggiore, tra ville che sembrano scenografie e un’eleganza che noi diamo per scontata e lui invece filma come un miracolo. E ci mette dentro tre facce che da sole valgono la stagione. Sergio Castellitto, che fa Marco Moretti, un boss che non alza mai la voce e proprio per questo fa più paura di chiunque altro — quel suo modo di stare fermo mentre tutto intorno esplode è puro cinema italiano infilato dentro una serie inglese. Michele Morrone, nei panni di Cico, che porta tutta la teatralità, l’eccesso, il gusto della posa — l’esatto contrario del understatement british, e per questo funziona. E Benedetta Porcaroli, la Contessa Isabella Savanza, che con poche scene si prende lo schermo con un’eleganza gelida che non ho visto spesso altrove. Guardarli recitare in inglese, dentro un immaginario che è il nostro raccontato da fuori, fa uno strano effetto: un po’ orgoglio, un po’ straniamento. Come rivedersi in una fotografia scattata da qualcun altro.
Il resto — Susie, Bobby, l’ironia british che continua a mescolarsi senza pudore alla tragedia — lo lascio scoprire a chi guarda. The Gentlemen 2 non è (solo) criminali eleganti in ville italiane. È cosa succede quando smetti di porti dei limiti perché stai vincendo, e quanto sia difficile, dopo, tornare indietro.
Netflix ha già confermato una terza stagione. Un po’ mi spaventa scoprire fin dove vuole spingersi, Eddie. Un po’ non vedo l’ora.