Chi non guarda la partita in compagnia…

pubQuando c’è una partita importante e non si va allo stadio tendenzialmente sono due i modi di vederla in tv. O da soli, cercando di non avere influenze esterne chiudendosi in un ascetico isolazionismo della durata di 90 minuti più intervallo, o condividendo il momento della fruizione dell’incontro con un numero imprecisato di persone. Sono due scuole di pensiero nettamente distinte che a mio avviso non possono trovare mediazioni o punti d’incontro.

  1. Vedere la partita da solo. Chi ama stare solo non può pensare di condividere la sublimazione emotiva con conoscenti o estranei. Deve soffrire, gioire, trepidare in totale isolamento dal resto del mondo. Una condizione necessaria per provare a portare fortuna alla propria squadra del cuore. Si vive una sorta di isolamento quasi punitivo e questo maschera forti rituali tribali e scaramantici. Solitamente le mani sono martoriate da un irrazionale smangiucchiamento di unghie con pellicine annesse, se si è fumatori lo stuta ed appiccia è rigoroso, quasi sistematico. Si può bere alcol, ma non è necessario. Se si beve molto, infatti, anche se si tratta di bevande analcoliche o semplicemente acqua, si sa che si va incontro al pericolo, quasi certo, di un improvviso ed irrefrenabile bisogno di minzione durante la partita. Chi guarda la partita in solitaria con la testa nello schermo non può permettersi il lusso di perdersi neanche un frame della partita e per questo non mangia, ma soprattutto non beve solo per scongiurare il pericolo reale di fughe in bagno anche se di un solo minuto.
  2. Vedere la partita in compagnia.  C’è chi non ce la fa a stare solo. Deve condividere, deve stare insieme agli altri, meglio se in luoghi affollati. Luoghi che diventano di “culto” solo perchè c’è un televisore che trasmette la partita aggregando persone con la tua stessa passione. Vedere la partita così amplifica le sensazioni. Si viene trascinati dall’ambiente circostante, ed anche se ci si distrae non è gravissimo. Infatti è una distrazione positiva, guardi chi ti è affianco o chi ti è davanti solo per capire se sta percependo le tue stesse vibrazioni, le tue stesse sensazioni. Incroci gli sguardi, commenti ad alta voce, assorbi gli umori, confronti i pareri. Guardare la partita in compagnia è un ottimo surrogato, il surrogato dello stadio. Se sei in un pub o in un bar poi c’è il benefit della birra, del drink e di qualche cibo spazzatura da sgranocchiare nervosamente. Calorie in abbondanza che aiutano ad assorbire la tensione che vanno somministrate rigorosamente per tutti i 90 minuti. Anche le “schifezze” vanno distribuite saggiamente per l’intero arco della partita per non rimanerne senza nei momenti più delicati del match.

Ognuno ha i suoi gusti e le sue preferenze riguardo alle partite in tv lontano dallo stadio. Non so di che partito sei, non so se preferisci vedertela da solo o in compagnia. Comunque quello che mi piace sottolineare  è la follia collettiva che si vive davanti allo schermo in occasione delle gare sportive più importanti. Mi piace la ritualità che l’accompagna e mi piace descriverne i particolari. Sinceramente preferisco stare da solo quando l’occasione lo richiede, anche se ultimamente le partite le sto vedendo in compagnia ed ho notato che non c’è niente di più bello dell’esultanza di massa, che diventa quasi una sorta di percorso spirituale di catarsi collettiva…

 

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