Prendete il microcosmo alienante della grande distribuzione, conditelo con l’ironia agrodolce de Il Terzo Segreto di Satira e avrete Super Market, la nuova sitcom targata Prime Video. L’adattamento del format olandese ci trasporta nell’improbabile discount “Eury”, una corsia dei miracoli popolata da dipendenti surreali, clienti bizzarri e un direttore egoriferito ma goffo (un superbo Alessandro Betti, ideale erede nostrano del Michael Scott di The Office).
Dietro il sipario delle gag mordi-e-fuggi e di un ritmo comico che soffre talvolta di qualche discontinuità di scrittura, Super Market nasconde una sociologia in pillole tutt’altro che banale. La corsia tra un’offerta speciale e la scadenza imminente diventa una parabola contemporanea sul precariato, sulla fragilità delle routine lavorative e sul bisogno primordiale di fare comunità anche nelle cattedrali del consumo quotidiano.
Se Tommaso Cassissa funge da Virgilio disincantato tra gli scaffali e Katia Follesa offre la sua presenza scenica, a brillare è la capacità di fotografare la provincia italiana con uno sguardo leggero ma mai superficiale. Francesco Arienzo impreziosisce il cast con il suo personaggio ricco di insicurezze ma un enorme charme quando è al bancone Salumeria. Non siamo dalle parti del capolavoro sovversivo alla Boris, ma Super Market si rivela una commedia di costume godibile: un bilancio tragicomico in saldo che merita sicuramente un passaggio alla cassa.