Donne al volante – istruzioni per l’uso

thelma

Care amiche donne,
non è che ce l’abbiamo con voi. Siamo contenti che guidiate: guidare è sinonimo di indipendenza, di libertà. Soprattutto di libertà nostra: è  grazie al fatto che guidate possiamo sottrarci al ruolo di autista per la spesa del sabato mattina, per l’appuntamento dall’estetista, per la visita da quella vostra casa amica che vive con sei gatti ed una pappagallo (ma questa è un’altra storia).
Ogni volta che tornate a casa vive dopo aver guidato il nostro sentimento è un misto tra gioia e stupore. Siamo felici che siate sopravvissute a voi stesse e che non abbiate fatto vittime.
Ogni volta, però, ci chiediamo come sia potuto accadere.
Perché, care amiche donne, lo sapete anche voi: esistono tre grandi categorie di donne al volante.
1.La multitasking
Alla multitasking non basta il pilota automatico. Lei mentre guida svolge, contemporaneamente, le seguenti attività:
– si trucca;
– litiga al telefono con la mamma/il marito/l’amica;
– lancia scappellotti a casaccio ai figli seduti sui sedili posteriori;
– guarda le vetrine dei negozi.
Il risultato è che la sua guida è incostante, incoerente, piena di colpi di scena: svolta all’ultimo senza freccia, improvvisamente cambia di corsia, e per concludere si fionda all’arrembaggio sul posto libero sul ciglio della strada incurante di ogni regola. Guai a suonarle il clacson se invade la tua corsia: ti urlerà “Ma non vedi che sono un attimo al telefono? E che sarà mai!”.Guidare, per lei, è solo un apostrofo rosa tra le parole “(paga)l’assicurazione”.

2. La timorata
Anche se ha la patente da 25 anni sembra sempre una studentessa di scuola guida al primo giorno di frequenza. Mette in pratica tutte le regole del Codice della strada con meticolosa precisione: distanze di sicurezza rispettate al millimetro, freccia messa almeno cinque minuti prima della svolta. Procede lenta, lentissima, osservando nervosamente gli specchietti. Si mimetizza meglio della multitasking: nel caos del traffico sembra quasi una normale automobilista. Ma è nel momento del parcheggio che la riconoscerai: affianca la macchina davanti, prende le misure con le portiere, prova la manovra duecento volte, dietro di lei si formano file chilometriche. Fallirà impietosamente, e parcheggerà in un garage a pagamento a 5 euro l’ora.
Guai a suonarle il clacson se sei dietro di lei: scoppierà a piangere e dovrai farle tu manovra.

3. La pilota spericolata

Lei la guida ce l’ha nel sangue e non sbaglia un colpo: sorpassi millimetrici, brucia il rosso al cardiopalma in un maxi incrocio, velocità folli in autostrada. Parcheggia in una sola manovra, facendo entrare un Suv nello spazio appena sufficiente per una Smart. Davanti a lei il più macho impallidisce, e rivede le sue insensate posizioni sulle donne al volante.
Più esperta delle altre due ma non meno pericolosa: dietro di lei non lascerà specchietti rotti e costatazioni amichevoli, ma senz’altro una scia di paura e terrore.

Care amiche, in ogni caso vi siamo grati per la vostra imperterrita voglia di emancipazione.
Non abbiamo davvero voglia di accompagnarvi, venirvi a prendere, riaccompagnare a casa anche le vostre amiche quando c’è una partita importante e voi decidete di fare una bella serata tra donne: siamo pronti a sopportare ogni vostra manovra improvvisa, ogni parcheggio improbabile pur di non schiodarci mai dal divano.

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