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Caro Peppino questa volta l’hai fatta fuori dal vaso, anzi fuori dal lavandino proprio come piace a te. Lo sai che ti stimo e questa premessa spesso nasconde delle critiche feroci. So benissimo che le tue armi preferite sono le esagerazioni e le provocazioni. Hai sempre tu il gioco in mano, ed alla fine metti sempre una scopa più dell’avversario. Stavolta però hai sbagliato, non lo ammetterai mai, lo so, ma hai sbagliato. Hai talmente sbagliato che certamente da domani sera cavalcherai ancora di più l’onda della polemica e questo è molto buono per il tuo gioco.

Le Olimpiadi a Napoli saranno anche un’utopia, saranno anche irrealizzabili, saranno anche frutto di una elucubrazione mentale nata da un’euforia momentanea, ma tu con la storia che a Napoli un progetto così ambizioso sia irrealizzabile, adducendo delle argomentazioni risibili e prive di fondamento, hai pestato una merda. Una grossa merda e credo che neanche pulendoti nei prati più verdi riuscirai mai a togliere gli ultimi residui. E questo forse ti piace anche. Le tue provocazioni per smontare la tesi della eventuale candidatura sono state troppo stupide, decisamente non da te. Cazzo non è da te essere così banale attingendo a piene mani dai luoghi comuni. Tu sei un uomo intelligente, ma stavolta hai dimostrato una grande ignoranza.

Dire che a Napoli potremmo introdurre nuove discipline olimpiche e che saremmo bravissimi nel lancio del sacchetto di monnezza e nello scippo del rolex è una cazzata. Hai esagerato, lo hai fatto apposta, ma hai detto proprio una cazzata. Luoghi comuni su luoghi comuni. Perchè Napoli non può ospitare le Olimpiadi? Perchè il Cio non riterrebbe la sua candidatura all’altezza, allora potrei anche essere d’accordo con te. Ma alludere che non si possano fare perchè a Napoli c’è la monnezza per strada e perchè siamo un popolo dove la stragrande maggioranza delinque è una cosa che mi manda su tutte le furie. Ed io sono un tipo tranquillo. Non voglio farmi paladino di nessuna battaglia, non ignoro le varie problematiche della mia città. Non sono permaloso, o forse lo sono il giusto. Ci sono cresciuto qui e quello che non funziona lo so benissimo, per questo non sentivo il bisogno delle tue allusioni con quel sorrisetto di superiore sufficienza. Non voglio inoltrarmi in tediosi ed antipatici paragoni con altre città, non voglio fare sterili e stantii vittimismi, ma soprattutto non vorrei mai che chiedessi scusa per quello che hai detto. Non servirebbe ad un cazzo e lo sai benissimo. Poi non rientra nei tuoi modi e nel tuo stile, ed inoltre non lo faresti mai. A che servirebbero delle ipotetiche, false ed inutili scuse? A chi gioverebbe? Fatte poi da te che sei campione olimpionico di rivoltamento di frittata.

E mi raccomando visto che a breve inferociti ascoltatori ti rinfacceranno con odio tutto quello che hai detto, quando cercherai di spiegare la situazione non ti arrampicare sugli specchi, non dire che non ti hanno capito, non dire che non hai mai pronunciato simili frasi. Non dire, per cercare di giustificarti, che fai satira, non dire che i napoletani ormai non colgono più l’ironia ed il sarcasmo. Perchè se dovessi fare questi tipi di ragionamenti mi faresti cadere le braccia ancora di più facendomi intuire che stai perdendo clamorosamente colpi. Insomma non saresti più il solito Cruciani, ma solo uno stronzo che vuole apparare le sue figure di merda. Quindi mi raccomando niente scuse, ma caro Peppino sappi solamente che hai detto una grandissima cazzata. Questo mi basterebbe…

con immutata stima

L.

 

cruciani