Storia della Mia Famiglia non può lasciare indifferenti. La miniserie su Netflix in 6 episodi creata da Filippo Gravino ed Elisa Dondi arriva forte. La regia è affidata a Claudio Cupellini. Ogni episodio è intitolato ai 5 protagonisti. Fausto, Lucia, Demetrio, Valerio e Maria. Il sesto e ultimo si intitola La nostra vita.
Si raccontano storie di personaggi fragili ed improbabili che ruotano intorno alla figura di Fausto dal destino segnato dalla malattia. Personalità tempestosa che riesce ad imporre responsabilità inattese alla sua famiglia nel suo momento più difficile e buio. Una storia di gioie e di cadute, di risate, di personaggi capaci di commettere errori macroscopici e piccoli gesti eroici.
Fausto (Eduardo Scarpetta) è malato terminale e vive a Roma con i suoi due figli, Libero (Jua Leo Migliore) ed Ercole (Tommaso Guidi). La serie inizia con l’ultimo periodo di vita di Fausto, sempre allegro e vitale, che si spegne circondato dall’affetto della sua famiglia e dei due migliori amici. Chi resta affronta il dolore e le responsabilità di prendersi cura dei due bambini. Gli episodi parlano singolarmente di ognuno di loro, la madre Lucia (Vanessa Scalera), il fratello Valerio (Massimiliano Caiazzo), i due migliori amici Demetrio (Antonio Gargiulo) e Maria (Cristiana Dell’Anna). Attraverso continui flashback si ricompongono i tasselli della vita di Fausto, segnata da un rapporto problematico con la madre, la separazione con Sarah, un amore inespresso e un’assoluta mancanza di paura della morte.
La morte, l’amicizia, la famiglia, l’amore. La vita che scorre e ci divora. Eduardo Scarpetta è convincente e sfoggia tutto il suo talento. La serie è piena di riflessioni esistenziali evidenziando le fragilità ed punti di forza dei protagonisti. Il finale è deobole e lascia con l’amaro in bocca. L’intensità viene abbandonata e si scivola in una deriva mielosa disfunzionale. Un autogol all’interno di un racconto che commuove e genera riflessioni profonde.